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Solo poche righe per presentare e salutare
questo nostro caro amico . Non intendiamo fare una analisi
critica delle sue liriche perché altri , autorevoli e
prestigiosi , critici si sono assunti il compito di recensire l'opera letteraria di Vito Sorrenti .Noi cercheremo
di seguire , dandone ampio risalto , giorno dopo giorno
, tutti i suoi lavori felici di poter dire che uno di noi ,
uno di Polia" ce l'ha fatto " .
Conosciamo Vito sin da quando , direbbe Pavese , si andava
insieme a " caccia di nidi " ... "sin dai primi tempi della
Mora ". Ed Il suo percorso umano e letterario a noi sembra proprio seguire ,
per alcuni versi , il cammino dell' " Anguilla " "
della luna e i falò ": la serenità della campagna ma anche le comuni
ristrettezze della Polia dell'immediato dopoguerra .
Poi Milano ;
Milano che insegna a vivere e a soffrire ; Milano che tanto ti toglie e
tanto ti dà . A Milano, quindicenne ,solo, ad affrontare nella metropoli
il duro lavoro della sopravvivenza .Solo a lavorare per sopravvivere
. ed insieme al lavoro lo studio " le sudate
carte " alla ricerca di un riscatto e perché l'anima non sprofondi.
Oggi , a Polia siamo lieti ed onorati di poter celebrare in
Vito un vero poeta !
E sì un poeta ; perché Vito esprime una autentica ed originalissima vena poetica
che lancia attraverso "l' urlo
impietrito - del cuore straziato - che s'avvita nel vuoto - di
vetrose rovine -" . Una vis poetica fatta
di immagini di " vampe feroci - di fuoco e di fumo "- e di flash
che fotografano le" atroci virate - di raggelante ferocia " -.
Riportiamo, di seguito , alcune valutazioni critiche
. A noi piace ricordare che mentre " esala la vita - il
suo ultimo fiato -in volute di fumo - intrisi di strazio - " il poeta
resiste all'umano sconforto dell'immane tragedia : " OLuce
divina dissolvi lo strazio che brucia nel cuore in ricordi di verde
dolore ".
B.P.
continua
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